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Mostra Personale

Esterne Interiorità
Opening personale Andrea Dal Corso
Sabato 20 Giugno 2015 - Dark Room Silmar Art Gallery Carpi

Inaugura Sabato 20 Giugno alle ore 18.00 Esterne Interiorità, mostra personale di Andrea Dal Corso a cura di Chiara Iemmi, con un aperitivo alla presenza dell’artista.

La mostra, allestita presso la Dark Room Silmar Art Gallery di Carpi, sarà visitabile fino al 19 Luglio dal Lunedì al Sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 (Giovedì pomeriggio e Domenica su appuntamento) e gode del patrocinio del Comune di Carpi.

Andrea Dal Corso, nato a Padova il 14/04/88 inizia gli studi artistici all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico, dove si diploma nel 2008. Allievo dell’artista Sergio Rodella, impara da lui a scolpire il marmo nella sua forma più classica, da qui inizierà un percorso che lo porterà a scoprire la figura umana, inserendola come pilastro portante della sua poetica.

In mostra busti di persone comuni, Gianluca, Giovanni, Lele, Marco, Paolo, trasposti su terracotta con straordinaria verosimiglianza nella loro semplicità: una volta realizzato il modello viene sottoposto all’azione corrosiva di acidi e sali minerali, fino a renderlo quasi irriconoscibile. Ogni opera alla nascita possiede una potenzialità interiore determinata dalla densità salina del gesso che si palesa nei giorni successivi alla realizzazione in genere nei primi 15-20 giorni: ne risultano cristallizzazioni che sembrano ferite su corpi martirizzati, smembrati, disfatti, frammentati, sciolti.
Il motivo che porta l’artista ad eseguire una tale operazione è la consapevolezza di non poter controllare eventi come il tempo ed il suo continuo ed incessante logorio.

Ne emerge un’idea dirompente per l’epoca in cui viviamo, la quale sacralizza il corpo e l’immagine che lo scultore invece distrugge. Al culto del corpo si sostituisce un’idea diametralmente opposta.
Il senso di identità viene rimesso in gioco e non è più legato al corpo. Nuova forma.
A un momento storico critico e frivolo come il nostro, è facile rifugiarsi in una realtà fittizia e giocosa, cibarsi di simboli ridondanti, inflazionati e per questo ormai svuotati di significato. Andrea Dal Corso si accolla invece questo senso di distruzione e lo indaga. Appropriarsi dell’orrore è l’unico modo -forse- per vincerlo.


   
   
 

 

 
 
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