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GALLERY EVENTO VITTORIO PESCATORI

  Dark Room SilmarArtGallery presenta una mostra che ha il merito di rivelarci, l' uomo - artista, di farci avvicinare ad un Vittorio Pescatori inedito, privato, quotidiano, mostrandoci l'evoluzione e le tappe del suo processo creativo, un continuo svelarsi e rivelarsi, un grande gioco di finzioni e di illusioni, fino a darci una visione globale dell'artista e del suo eclettismo.
"La Scatola e il Cammello" è il titolo della mostra, che vede accanto ad una serie di fotografie dipinte a mano scattate tra Tunisi e Tozeur, esposte per la prima volta le "Scatole" di Vittorio Pescatori, le prime risalenti agli anni Settanta. Non solo fotografia dunque, ma un altro personalissimo modo di fissare l'istante. Tutto ciò induce lo spettatore ad una inedita chiave di lettura dell'opera e della personalità di Pescatori, facendo emergere radicali contraddizioni, demistificazioni del concetto di arte in quanto processo produttivo di oggetti 'artistici', per lui identificabili tout court nell'oggetto d'uso comune già pronto (o ready-made), spesso ulteriormente degradato nella sua valenza iconica dalla ripetitività seriale, mettendo in discussione ogni residuo di unicità dell'opera e quindi di intervento personale di un artefice. L'artista crea, racchiude in queste scatole una sorta di comunicazione medianica, mettendoci in contatto attraverso gli oggetti con la sua complessità interiore, mettendoci in comunicazione con gli oggetti più disparati (foto, ritagli, cartoline, articoli di giornale, souvenir, giocattoli, corde, fili, specchi...), profondamente legati a momenti chiave della nostra storia, della sua esistenza o dell'esistenza di personaggi famosi, Italiani e stranieri.
In queste scatole, non sono tanto gli oggetti che vuol custodire e preservare intrappolandoli diligentemente entro le pareti di legno, quanto il tempo stesso della loro esistenza, la durata di un effimero arco temporale, un attimo irripetibile bloccato e congelato, una foto – grafia metodicamente messa in scena. All'interno di esse Pescatori mette in atto una sorta di particolarissimo riordino del suo universo, fino ad esplicare la presenza vigile della memoria storica e civile dell'essere umano. Ricordare, inscatolare significa per Pescatori vivere la contemporaneità senza nulla rifiutare dell'esistente, collezionando, anzi, ciò che è intuibile dai sensi in una sorta di sublime feticismo, una feticizzazione dell'oggetto comune, di ciò che, apparentemente insignificante, egli giudica soggettivamente degno di essere rappresentato. Ma significa anche aver affinato una percezione che, partendo dalla veloce messa a fuoco di un elemento minimo della vita, si espande, si fa opera dotata di una propria autonomia, si fa strumento di dialogo con il futuro attraverso il quale offrire testimonianza del presente. Un opera che mostra il personale tentativo di Pescatori di bloccare la memoria per l'eternità, di fare ordine nello scorrere caotico del tempo della propria vita, di imbrigliare in una personale cronologia, un minuzioso racconto autobiografico fermandone e concretizzandone le emozioni. Fermare il tempo, conservare i momenti in un scrigno prezioso, arrestare la frenesia della vita, immagazzinando i prodotti materiali e concreti dell'epoca.
L'allestimento è stato curato da Dark Room SilmarArtGallery in modo ludico e divertente. Una Grande scatola che contiene grandi scatole che mostrano e contengono le scatole di Vittorio Pescatori. Una sorta di piccolo museo antropologico metodicamente organizzato, un percorso emozionale che invita a scoprire un mondo psichedelico, un vero e proprio luna-park ricco di sorprese, una festa per i sensi, colpiti da mille stimoli. Una esibizione a cui prendere parte per farsi coinvolgere con curiosità e piacere.
 
     
 
 
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