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GALLERY EVENTO WHAT IF

 

E se Dio fosse uno di noi? Si chiedeva Joan Osburne, era il 1995 e l'ipotesi estrema proposta dalla cantautrice statunitense ci faceva ampliare lo sguardo ponendoci di fronte ad un'opportunità normalmente impensabile…
What if, tradotto letteralmente in "cosa succederebbe se…" è un modo di ragionare tipico del pensiero creativo;
un bel salto mortale della mente che, attraverso la sua potenza cognitiva e creativa, ci invita ad assumere punti di vista inconsueti per arrivare a soluzioni nuove o fantastiche.

Sicuramente molteplici e unici allo stesso tempo, perchè sorprendentemente originali, sono i punti di vista che ci propone Emanuele Sferruzza Moszkowicz.
Le "Wonder Lines" di Emanuele sono il suo contatto con il mondo, linee di comunicazione "prodigiose" perchè riescono ad istituire con lo spettatore un contatto unico. Ci appare sinuoso, piacevole, il movimento delle sue Wonder Lines, veniamo come cullati dal mare di rappresentazioni proposte ma quello che trasporta, la materia di cui è costituito questo "mare" è tutt'altro che magia...è un brodo in cui è rappresentata la società e il suo modo di essere, un vortice di esperienze raccontate che si infettano l'una con l'altra.
Non c'è niente di ordinato, niente trova il suo spazio perchè non c'è spazio per nessuno in quest'esplosione che si mangia il bianco che le resta attorno. Creare buchi neri in cui inserire tutte le frustrazioni, tutti i sogni, tutti i mondi di tutte le persone che sono venute a raccontarglieli, è questa l'operazione di Sferruzza che spinge al limite le potenzialità grafiche di cui si serve e le piega ai dettami della sua fantasia per trasferirci i ricordi che gli sono stati trasmessi.

Ci spostiamo dallo spazio/foglio allo spazio/ muro con la ricerca di Riccardo Lanfranco in arte Corn79 e Mr Fijodor (Fijodor Benzo), graffitisti, inseriti a pieno titolo sulle "impossibili possibilità" offerteci dal What if.
Corn79 e Mr Fijodor amano giocare, "sfruttano"la loro comune esperienza in strada con i graffiti per offrirci le loro visioni oniriche, geometriche, colorate, in cui tutte le forme perdono la loro nota identità per confondersi e confonderci proponendoci figurazioni nuove dove il "già visto" non esiste perché si sono inventati tutto…
Gli artisti vogliono lanciare dei messaggi alle società e lo fanno in maniera creativa; come diceva Mcuhan:
"il medium è il messaggio" infatti è proprio la particolare struttura comunicativa che loro hanno scelto suscita negli spettatori determinati comportamenti e modi di pensare, portando alla nascita di una nuova forma mentis,
anche se non sempre questa risulta essere coerente ma, del resto, come scriveva Oscar Wilde,
"La coerenza è l'ultimo rifugio delle persone prive d'immaginazione."

A CURA DI CHIARA MESSORI

 
EMANUELE SFERRUZZA MOSZKOVICZ
     
MR FIJODOR   CORN79
 
     
 
 
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